Due incontri, tra l’Adige e i Francescani, per raccontare persone, patrimonio e territorio.

Nel nuovo numero di QuiBolzano, in distribuzione da oggi, racconto due storie diverse. A unirle sono il territorio, lo sguardo con cui lo osserviamo e, soprattutto, le persone che creano relazioni.
La prima storia segue il corso dell’Adige. Un fiume che attraversa l’Alto Adige e il Trentino e che, anche nei momenti più drammatici della sua storia, ha unito i due territori. Le piene e le alluvioni non conoscono confini amministrativi e hanno lasciato tracce nel paesaggio, negli archivi e nella memoria delle comunità.
Da questa memoria condivisa nasce “Terre sommerse – Piene e inondazioni dell’Adige nella fotografia regionale”, la mostra al Museo Mercantile di Bolzano che mette insieme fotografie, documenti e immagini provenienti da archivi altoatesini e trentini.
Mi interessa particolarmente ciò che c’è dietro il progetto: istituzioni diverse che collaborano, patrimoni che vengono messi in relazione, persone che fanno dialogare materiali e storie appartenenti allo stesso territorio, al di là dei confini provinciali.
Tra queste c’è Marlene Huber dell’Ufficio Film e media della Provincia autonoma di Bolzano, abituata da anni a lavorare con il materiale fotografico d’archivio. Ed è proprio l’incontro tra professionalità ed esperienze maturate sui due versanti del confine provinciale a rendere possibili progetti di forte impatto come questo, capaci di ricomporre attraverso le immagini una storia che è, in realtà, comune.
Il secondo articolo resta invece a Bolzano. Con le prossime Giornate FAI d’Autunno, il complesso dei Francescani apre infatti anche le porte delle cappelle normalmente chiuse al pubblico: un’occasione per scoprire luoghi che fanno parte della città e che, proprio perché spesso inaccessibili, rimangono fuori dal nostro sguardo quotidiano.
Qui il mio incontro è stato con Arianna Orsini del Gruppo FAI Giovani di Bolzano, che mi ha raccontato non soltanto le aperture, ma anche il lavoro e le persone che rendono possibile far conoscere questi luoghi.
Un fiume tra Alto Adige e Trentino, alcune porte che si aprono nel cuore di Bolzano. Due storie molto diverse, accomunate forse da una cosa semplice: i territori diventano davvero interessanti quando qualcuno crea le relazioni che permettono di raccontarli.
Grazie a Marlene Huber e Arianna Orsini per la disponibilità e, soprattutto, per le storie che mi hanno permesso di raccogliere.
L’Adige che unisce e Giornate FAI d’Autunno – QuiBolzano (link)