Alla scoperta di Castel Wendelstein grazie al FAI

Domenica 22 marzo 2026 ho avuto modo di intervistare Mirko Frainer, capo delegazione della sezione di Bolzano del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, in occasione delle Giornate FAI di Primavera, uno degli appuntamenti più rilevanti per chi ama leggere il territorio attraverso la sua stratificazione storica, architettonica e culturale.

Il focus delle Giornate è stato Castel Wendelstein, una presenza oggi invisibile ma tutt’altro che cancellata dal tessuto urbano di Bolzano. Del castello, infatti, non resta una struttura integra riconoscibile a colpo d’occhio, ma sopravvivono tracce materiali e memorie architettoniche che continuano a dialogare con il presente. Questi segni si possono ancora individuare nella scuola per le professioni sociali Hannah Arendt e nel complesso dei frati dei Cappuccini, due luoghi che custodiscono, in forme diverse, le eredità di un passato spesso poco raccontato.

Un castello scomparso, ma non perduto

Parlare di Castel Wendelstein significa confrontarsi con una dimensione della storia urbana che non si lascia afferrare solo attraverso ciò che è ancora in piedi. È una storia fatta di trasformazioni, riusi, demolizioni e permanenze silenziose. Ed è proprio qui che entra in gioco il lavoro del FAI: non limitarsi alla conservazione monumentale in senso stretto, ma attivare un processo di narrazione, di mediazione culturale e di valorizzazione della memoria diffusa.

Clicca qui per ascoltare l’intervista, realizzata per la mia rubrica “Bolzano, racconti dalla città”, su Radio Dolomiti.

Dal 26 settembre riprende “Bolzano, racconti dalla città”: storie che restano

Bolzano è fatta di voci, ricordi e incontri. Da venerdì 26 settembre riparte la rubrica Bolzano, racconti dalla città, su Radio Dolomiti (Trento), entrando nella sua quarta stagione.

Bolzano, per me, non è solo una cornice: è un intreccio di lingue, memorie e sguardi che meritano di essere raccontati. La forma che prediligo è l’intervista, perché è nella voce delle persone che la città si rivela davvero.

Con questa chiave continua il viaggio della rubrica:
su Radio Dolomiti, dove abbiamo già superato le 120 puntate, tutte riascoltabili online con un semplice clic (clicca qui).
e su Qui Bolzano, dove spesso ripropongo – con un taglio diverso – alcune delle stesse storie. La forza della carta è che queste narrazioni entrano nelle case bolzanine e ci restano, anche per settimane o mesi, pronte a essere ritrovate.

Per me questa rubrica resta un’occasione unica: dare voce a Bolzano, trasformando i racconti in un archivio vivo, accessibile e condiviso.

Un libro fa rivivere l’eccidio del 3 maggio 1945 davanti al muro della Lancia a Bolzano – intervista all’autore Luca Fregona

«Si tratta di una giornata tremenda per Bolzano, perché in teoria, a guerra finita, si è scatenata una battaglia in diverse zone della città, tra soldati tedeschi in ritirata e forze partigiane locali. Ma la cosa tragica è stato un rastrellamento di rappresaglia in zona industriale: i tedeschi hanno preso 18 operai a caso, li hanno portati davanti al muro dello stabilimento Lancia e li hanno abbattuti con due raffiche di mitragliatrice. Dieci sono morti lì. Gli altri si sono salvati, benché gravemente feriti, solo perché protetti dai corpi delle vittime e per l’intervento di un ufficiale che ha fermato il colpo di grazia. In tutta Bolzano, quel giorno, sono state uccise 36 persone, quasi tutte operai.»

Ascolta l’intervista completa! (da “Bolzano, racconti dalla città” su Radio Dolomiti – clicca sul player in basso)

Giovanna Piol: l’arte come dialogo tra memoria e paesaggio interiore

Giovanna Piol è un’artista visiva nata a Bolzano e oggi attiva a Bressanone, dove porta avanti una ricerca pittorica profondamente legata al corpo, alla natura e alla spiritualità. Cresciuta in una famiglia immersa nella cultura, ha assorbito fin da giovane l’influenza del padre Paolo Piol, pittore bolzanino che ha vissuto l’arte con dedizione assoluta e uno stile di vita quasi bohémien.

Paolo Piol era un artista che ha costruito la propria identità espressiva con coerenza, rigore e una profonda attenzione alla forma. La sua visione si rifletteva nella quotidianità, in una pratica pittorica intensa, silenziosa e radicata, lontana da mode passeggere. Quella stessa tensione verso l’autenticità ritorna nell’opera della figlia, che però sviluppa un vocabolario proprio, simbolico e femminile, come nel ciclo delle Donne Giardino, dove si intrecciano mitologia, natura e trasformazione.

Di seguito il player per ascoltare l’intervista che Giovanna Piol mi ha gentilmente concesso per la mia rubrica su Radio Dolomiti, in cui racconta il suo percorso, il legame con l’eredità familiare e il modo in cui l’arte diventa spazio di visione e ascolto.

Per un approfondimento, consiglio anche l’articolo pubblicato su quiBolzano:
Giovanna Piol: l’arte come giardino interiore – QuiBolzano n. 10 del 15/05/2025

Sui binari della memoria: il mio nuovo articolo sui tram di Bolzano

Ci sono storie che ti restano addosso, anche se non hai vissuto quell’epoca. Una di queste, per me, è quella dei tram di Bolzano. Ne ho sempre sentito parlare come di un retroscena dimenticato, ma a metà aprile ho finalmente avuto l’occasione di scriverne, e oggi l’articolo esce su Qui Bolzano.

È un viaggio nel tempo, tra i primi del ’900, quando la città stava crescendo e cercava di darsi un’identità moderna, mitteleuropea, al passo con Vienna, Monaco, Zurigo. Il tram — e con lui funivie e cremagliere — era molto più che un mezzo di trasporto: era un segno di ambizione urbana. Una promessa di connessione e di progresso.

Per raccontare questa pagina poco nota, ho incontrato Georg Tengler, studioso e autore di un volume sulle tranvie cittadine. Con lui abbiamo ricostruito l’origine della rete elettrica, il contesto urbanistico, i tracciati che toccavano piazza Walther, Gries, Laives e anche la zona della “Vurza” tra Pineta di Laives e San Giacomo. Ci sono aneddoti che valgono da soli il prezzo della lettura: per esempio, il fatto che uno dei due tracciati venne dirottato appositamente per attraversare il centro e valorizzare la città.

Avrei voluto scrivere di più — aggiungere fotografie d’epoca, mappe, dettagli sparsi rimasti in superficie come cicatrici urbane — ma ho cercato comunque di far emergere l’essenziale, nonostante i limiti di spazio del formato.

Il risultato è un articolo a cui tengo molto, e che spero possa risvegliare curiosità, ricordi o anche solo domande su come ci muovevamo — e su cosa abbiamo perso — nel passaggio dalla città di ieri a quella di oggi.

Lo trovate online da oggi, qui:
Le tranvie di Bolzano: una storia da riscoprire (link)
e trovate anche l’audio della mia intervista a Georg Tengler

Buona lettura (e buon ascolto)

Owl Riddim: Angelo Ippati aka Kiuppo sforna un vinile per i sound system con artisti come Empress Black Omolo e Galas

Angelo Ippati aka Kiuppo

Per la rubrica “Bolzano, racconti dalla città” su Radio Dolomiti, ho avuto il piacere di intervistare Angelo Ippati, conosciuto nel mondo musicale come Kiuppo. Originario del Salento, Angelo si è trasferito a Bolzano circa dieci anni fa, portando con sé un bagaglio culturale e musicale ricco e variegato che ha arricchito la scena locale.

Angelo, è un artista poliedrico che spazia dal canto al sax, e suona in diverse band come gli Skankin’ Drops e gli Shanti Powa. Durante l’intervista, mi ha raccontato di come la musica sia una parte fondamentale della sua vita, una passione che lo accompagna ovunque vada, anche qui tra le montagne di Bolzano.

La sua ultima creazione è un vinile intitolato “Owl Riddim”, un progetto nato durante il periodo di quarantena. Kiuppo ha descritto come, chiuso in casa, ha trovato ispirazione per creare nuovi suoni e arrangiamenti, spostando il suo focus dalle produzioni per band alla scena sound system. “Owl Riddim” è il risultato di un anno e mezzo di lavoro, una soddisfazione personale e professionale che ha visto la partecipazione di artisti internazionali come Empress Black Omolo e Galas.

Il vinile ha già ricevuto ottime recensioni a livello europeo e ha suscitato l’interesse di numerosi produttori e sound system, testimoniando il talento di Kiuppo e la qualità del suo lavoro. Kiuppo continua a portare avanti il suo percorso musicale con entusiasmo e determinazione, dimostrando che la distanza geografica non può spegnere la fiamma della creatività e dell’arte. Bolzano ha così trovato un nuovo protagonista nella sua scena culturale, un ponte tra il Salento e le Dolomiti che arricchisce e diversifica il panorama musicale locale.

Ascolta QUI l’intervista con la presentazione del disco (ca. 15 minuti. dal sito di Radio Dolomiti) – si apre in nuova scheda

Bolzanism Museum: scoprire la storia attraverso il territorio

Valentina Cramerotti

A settembre ho intervistato per la mia rubrica “Bolzano, racconti dalla città” (su Radio Dolomiti) Valentina Cramerotti, rappresentante della Cooperativa 19, che mi ha spiegato il funzionamento del Bolzanism Museum. Questa innovativa iniziativa è dedicata a far conoscere la storia recente e le trasformazioni urbane di Bolzano attraverso una serie di percorsi e attività immersive.

Valentina Cramerotti mi accoglie con entusiasmo, spiegando come il Bolzanism Museum non sia un museo tradizionale, ma un’esperienza diffusa sul territorio. “Il nostro obiettivo è quello di far scoprire ai visitatori la storia dei quartieri popolari di Bolzano, in particolare quelli costruiti nel secondo dopoguerra. Attraverso tour guidati, installazioni artistiche e documentari, vogliamo raccontare la vita e le trasformazioni di queste aree, mettendo in luce storie personali e collettive che spesso rimangono nascoste.”

Il Bolzanism Museum offre diverse modalità di fruizione, pensate per coinvolgere un pubblico ampio e diversificato. “Organizziamo passeggiate urbane e ciclotour che permettono ai partecipanti di esplorare i quartieri con guide esperte che narrano aneddoti e vicende storiche. Inoltre, utilizziamo installazioni multimediali e mostre temporanee per arricchire l’esperienza, rendendola più interattiva e coinvolgente,” spiega Cramerotti.

Uno degli aspetti più affascinanti del Bolzanism Museum è la sua capacità di adattarsi e crescere con la città. “Lavoriamo a stretto contatto con la comunità locale, raccogliendo testimonianze e materiali che ci permettono di aggiornare costantemente i contenuti del museo. In questo modo, il Bolzanism Museum è un progetto in continua evoluzione, che riflette le dinamiche e i cambiamenti di Bolzano.”

Valentina Cramerotti sottolinea anche l’importanza dell’educazione e della sensibilizzazione. “Collaboriamo con scuole e istituzioni culturali per promuovere attività didattiche e laboratori. Crediamo che sia fondamentale coinvolgere i giovani e farli riflettere sulla storia del loro territorio, per costruire una coscienza critica e consapevole.”

Per chi desidera approfondire e vivere questa esperienza unica, il Bolzanism Museum offre un sito web ricco di informazioni e risorse. “Invitiamo tutti a visitare il nostro sito, dove è possibile trovare dettagli sui tour, le mostre in corso e le varie iniziative. È anche possibile prenotare visite guidate e partecipare agli eventi che organizziamo durante l’anno,” conclude Cramerotti.

Il Bolzanism Museum rappresenta un esempio straordinario di come la storia e la cultura possano essere valorizzate attraverso l’innovazione e il coinvolgimento attivo della comunità. Grazie all’impegno di Cooperativa 19 e alla passione di persone come Valentina Cramerotti, Bolzano continua a riscoprire e raccontare le sue storie più autentiche, rendendo la città un luogo sempre più accogliente e consapevole.

Clicca QUI per ascoltare l’intervista (dal sito di Radio Dolomiti) – si apre in una nuova scheda

Stop

Da marzo 2020, con il lockdown, La Musica Dentro è andata in onda proponendo una sorta di “best of” di decine e decine di trasmissioni.
Quest’anno la trasmissione si ferma.
Ci sono cicli che iniziano e cicli che finiscono. È così, ed io non posso che ringraziare chi, lato conduzione, mi ha accompagnato in questi anni. Ringrazio anche tutti gli ospiti, che hanno deciso di partecipare e mettersi in gioco.
Tutte le puntate, dal 2014 ad oggi, sono state registrate e restano disponibili online sul sito di Radio Tandem (.it) e su mixcloud. Ci si arriva digitando www.lamusicadentro.it.
Ma il ringraziamento più grande va a chi in questi anni si è sintonizzato sui 98.400 o anche in streaming per ascoltare. C’eravate!
Grazie di cuore!

Rocker con testa /la testa dei rocker /la musica dentro degli Slowtorch


Mela Meloni e Bruno Bsassi degli Slowtorch ospiti a La Musica Dentro, condotta da Till e Marco su Radio Tandem!

Mercoledì 17 ottobre Enrico Merlin torna a La Musica Dentro

Mercoledì 17 ottobre, torna a La Musica Dentro Enrico Merlin. Ho chiesto anche a lui, lo faccio con tutti gli ospiti, una breve scheda di presentazione. Ma mi rendo conto di avergli chiesto l’impossibile, e quindi rimando al suo sito https://www.enricomerlin.org/. Per me Enrico resta quello che ho conosciuto nel 2006 in occasione de Le cinque giornate del jazz, in cui Paolo Fresu raccontava e spiegava il jazz presentando la musica di cinque grandi musicisti, facendosi aiutare da degli esperti. Beh, per Miles Davis, l’esperto è stato Enrico.

Non sbagliamo a definire Enrico Merlin un workaholic: insegna, tiene conferenze in giro per il mondo, è curatore di rassegne jazz, scrive, divulga cultura con le sue recensioni online (seguitelo su facebook), ma in tutto questo sa restare modesto – basti pensare alla sua prima volta in trasmissione a La Musica Dentro (qui lo si può riascoltare).
Mercoledì 17 ottobre tornerà, si parlerà di musica, ma soprattutto la si ascolterà. La scaletta la farà lui, ma, come da tradizione del programma, la dovrà deciderelì per lì, in base a quelli che saranno i temi che verranno fuori: conducono in studio Till, Marco e Woody.

La Musica Dentro è una trasmissione di Radio Tandem (Bolzano). Live stream dal sito della radio o tramite app (MB Studio, TuneIn Radio, o simili).

La Musica DeDentro3

E’ online la prima puntata live del 2018!

La prima puntata di ogni mese La Musica Dentro diventa La Musica DeDentro. G e Turkish, al secolo Andrea Gasperi e Stefano Bonzi di Debaser, si fanno portavoce del popolo di recensori del sito, che conta quasi 50.000 recensioni scritte da chi vuole.

In questa ottica G e Turkish hanno stilato una scaletta (i brani nuovi più votati del 2017 + alcuni titoli più apprezzati del mese di dicembre) cui Marco Ambrosi e Till Mola hanno risposto con altrettante proposte musicali. Il risultato è questo

kiasma.it il sito personale di Till Mola