Benko – Il perché di un No! (uno dei tanti possibili)

Bolzano, il Parco della Stazione
Bolzano, il Parco della Stazione

È stato il blogger Walter Donegà ad esprimere un concetto tanto banale quanto efficace, per spiegare uno dei tanti possibili No al progetto Benko.
Trovo assurdo che alla fine si chieda ai cittadini di esprimersi su di un progetto – in realtà ad essere assurdo è l’iter che ci ha portato alla situazione attuale (ma non mi dilungo qui).
Scrive Walter: Al voto sono chiamati non solo i cittadini di Bolzano ma anche i pendolari e i sedicenni. Gli ultimi ci possono anche stare ma i pendolari proprio non li capisco. Con tutto il rispetto ma la città è innanzitutto un luogo dove vivere per chi ci vive realmente. Il pendolare la vive in maniera diversa. Non si preoccupa di ciò che accade dopo che se ne è tornato nel suo idilliaco paesino di periferia. E’ ben noto che in Alto Adige, vuoi per il turismo, vuoi per altri motivi, i paesini limitrofi sono luoghi dove tutto è perfetto, fiori ovunque, ogni dettaglio è talmente curato da sembrar finto. Segni di degrado non ce ne sono…ancora. Molti hanno scelto di vivere in questi paesi proprio per questo motivo. Lavorano però in città e da quest’ultima vogliono tutto ciò che nel paesino non c’è. Negozi griffati e non, locali aperti fino a ora tarda, servizi di tutti i tipi a un due passi dal centro. Non a caso la maggior parte degli uffici provinciali si trova dislocato proprio in centro. Questo è giustificato dal fatto che i servizi di trasporto pubblico fanno capo al centro. In poche parole di pendolari ce ne sono tantissimi e ovviamente il loro interesse può essere solo uno: avere una Bolzano che diventa sempre più centro commerciale. Per i pendolari, luoghi come Twenty e Centrum sono troppo distanti da raggiungere a piedi. Far votare loro non è un segno di rispetto verso chi in città lavora ma è una presa per il naso per chi in città ci vive. I pendolari che hanno richiesto di votare sono 3.148, e potrebbero fare la differenza. Il suo post completo lo trovi qui.

C’è poi la campagna pubblicitaria – moltissima cartellonistica, ma presenza fissa su tutte le testate giornalistiche locali (banner, testatine, inserzioni varie), volte a spingere per il si alla riqualificazione dell’area (perché – bene inteso – delle parole Kaufhaus o Centro Commerciale non c’è più traccia). Mi interesserebbe conoscere il budget messo in campo per questa azione asfissiante che ha come effetto una autentica caccia alle streghe da parte di molti predicatori del si!! Un accanimento contro chiunque provi a manifestare un pensiero contrario alla “riqualificazione”.
Io sono soprattutto contro la vendita da parte del comune del Parco della Stazione, un parco pubblico, un bene irriproducibile (nel senso: se lo vendi, non torna a disposizione della città). I bolzanini si sono visti scippare il Parco del Museion (ora Università),  con mezza Bolzano contraria al sacrificio del parco, quella volta gli alberi vennero tagliati di notte. Io non voglio che succeda di nuovo. Fino ad un mese fa provocatoriamente dicevo che un domani potrebbe essere il turno dei prati del Talvera. Commenti dal Noooo, ma figurati… al ma cosa vai pensando!! E voilà, ci hanno servito il progetto del prolungamento fino a Parco Petrarca della funivia di San Genesio… Resistere è un obbligo!
Certo, la mano pubblica ha trascurato il parco della stazione, una cosa che ho sempre faticato a capire. Se solo vi fosse confluita una percentuale insignificante di quanto speso per il letto del Talvera. Purtoppo non trovo traccia del rendering di quel progetto: corso d’acqua con anse nel verde, con tanto di persone in canoa…(già, il rendering… – la chiudo qui, valà…)

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