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Till Antonio Mola

Giornalista · Blogger · Guida turistica

Esperienze professionali · Comunicazione

Comunicazione culturale e innovazione digitale

Vent'anni di sperimentazioni, contenuti e lavoro condiviso

Da oltre vent'anni faccio parte dei gruppi di lavoro che hanno accompagnato l'evoluzione della comunicazione culturale della Ripartizione Cultura italiana della Provincia autonoma di Bolzano.

Dalle prime esperienze di podcast e web TV istituzionali alla costruzione di una redazione social, fino allo sviluppo di nuovi strumenti di comunicazione culturale, è stato un percorso di sperimentazioni al quale ho contribuito soprattutto attraverso la produzione di contenuti, il lavoro redazionale e il raccordo tra persone con competenze differenti.

Quando la comunicazione culturale sperimentava il digitale

Nei primi anni Duemila, la Ripartizione Cultura italiana fu tra le realtà istituzionali che sperimentarono precocemente le possibilità offerte dalla comunicazione digitale.

A guidare questa stagione c'era Antonio Lampis, un direttore con la capacità di immaginare nuove modalità di diffusione e accesso alla cultura. Le sue idee trovarono un interlocutore disponibile e competente in Alfredo Iellici di Informatica Alto Adige, la società informatica della pubblica amministrazione provinciale, che contribuì a tradurle in soluzioni tecnologiche concrete.

Nacquero così un servizio di podcast istituzionale, attraverso il quale riproporre conferenze, incontri e approfondimenti, e una web TV che rendeva disponibili online contenuti audiovisivi.

Erano anni nei quali l'accesso alla rete non era affatto scontato. I video della web TV venivano distribuiti nella risoluzione di 320 × 240 pixel, una scelta oggi quasi impensabile, ma allora necessaria per consentirne la visione anche a chi disponeva di connessioni lente.

Dietro queste sperimentazioni c'era una convinzione: i contenuti culturali prodotti grazie alle risorse pubbliche non dovevano esaurirsi nel momento dell'evento, ma essere conservati e resi accessibili anche successivamente.

Un'idea che oggi mi piace riassumere con una libera reinterpretazione del principio Public Money, Public Code, promosso dalla Free Software Foundation Europe a sostegno del software libero nella pubblica amministrazione. Trasferito alla produzione culturale, diventa per me Public Money, Public Fruition: se la collettività sostiene la produzione di cultura e conoscenza, dovrebbe poter continuare a fruirne anche nel tempo.

Ho vissuto questa stagione come parte del gruppo di lavoro della Ripartizione, occupandomi soprattutto degli aspetti redazionali, della contestualizzazione e della valorizzazione dei contenuti.

Alto Adige Cultura: il primo servizio podcast

Il podcast storico della Ripartizione Cultura italiana, realizzato con Loudblog, raccoglieva conferenze, incontri con autori e approfondimenti editati e distribuiti attraverso feed RSS. Il servizio ha concluso la propria attività nel 2017; l’archivio completo non è attualmente online. Una pagina dedicata ne ricostruisce la storia e permette di ascoltare tre registrazioni recuperate.

Esplora Alto Adige Cultura e ascolta l’archivio →

Una redazione orizzontale

Tra il 2017 e il 2018, Claudio Andolfo, allora direttore sostituto della Ripartizione Cultura italiana, ebbe l'idea di costruire un modello di comunicazione istituzionale basato su una redazione trasversale, riunendo persone provenienti da uffici differenti.

La forza di questa redazione stava nella sua organizzazione orizzontale. Persone con mansioni e posizioni diverse nella struttura amministrativa lavoravano alla pari, ciascuna con le proprie competenze e sensibilità, confrontandosi in modo diretto e schietto.

La riunione settimanale di redazione, che si svolge ancora oggi, rappresentava il momento in cui discutere le proposte, mettere a confronto i punti di vista e concordare le scelte editoriali.

La competenza professionale e la conoscenza delle responsabilità istituzionali permettevano di lavorare con una notevole autonomia. Non era necessario chiedere continuamente autorizzazioni preventive al dirigente: i componenti della redazione sapevano valutare quando una notizia poteva essere gestita autonomamente e quando fosse opportuno coinvolgere la direzione.

Lavorando presso la Direzione di ripartizione, ho svolto il ruolo di referente della redazione, occupandomi del raccordo tra i componenti e del coordinamento operativo delle attività. In un gruppo senza gerarchie interne, significava soprattutto favorire il lavoro comune, facendo affidamento sulle capacità di ciascuno e lasciando spazio alle competenze più adatte alle diverse situazioni.

Un contributo importante è arrivato dagli stagisti del corso di Scienze della Comunicazione dell'Università di Bolzano, nella sede di Bressanone, che hanno portato nuove competenze tecniche, idee e sensibilità, arricchendo il lavoro della redazione.

Una redazione che continua a evolversi

Negli anni la redazione ha continuato a sviluppare strumenti e modalità di comunicazione differenti.

Negli anni la comunicazione del Centro Trevi, oggi TreviLab, si è evoluta. Alla presenza sui social media, soprattutto Facebook e Instagram, si sono affiancati nuovi strumenti editoriali: Radio TreviLab, il podcast dedicato alla cultura, e una newsletter che oggi conta circa 8.000 iscritti.

Dal 2025 lavoro presso l'Ufficio Cultura, ma continuo a far parte della redazione social della Ripartizione, contribuendo come redattore alla comunicazione delle attività del mio ufficio.

È un'esperienza che attraversa oltre vent'anni di cambiamenti tecnologici e organizzativi. Gli strumenti sono cambiati, così come le persone e le modalità di lavoro, ma è rimasta la possibilità di contribuire alla comunicazione culturale lavorando insieme a professionalità differenti.

Radio TreviLab: il podcast attuale

Dal 2022 il servizio podcast della Ripartizione ha assunto il nome Radio TreviLab e un nuovo formato, con interviste e approfondimenti sulla vita culturale del territorio. Puoi ascoltarlo direttamente sulla piattaforma che preferisci.

Newsletter culturale TreviLab

Un servizio che raggiunge circa 8.000 iscritti con notizie, appuntamenti e iniziative culturali. È possibile iscriversi compilando il modulo disponibile sul sito istituzionale.

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Rendere accessibile la cultura

C'è un filo conduttore che riconosco in queste esperienze, dalle prime registrazioni delle conferenze fino ai podcast di oggi.

La comunicazione culturale non dovrebbe limitarsi ad annunciare un evento o promuovere un'iniziativa. Può anche conservarne i contenuti, renderli disponibili nel tempo e permettere a chi non era presente di accedere alle conoscenze e alle esperienze condivise.

È questa una delle idee che continua a interessarmi maggiormente: utilizzare strumenti e linguaggi diversi per raccontare la cultura e farla circolare, oltre il luogo e il momento in cui viene prodotta.

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