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Manu Chao & Radio Bemba: Live Arena Daturi, Piacenza 02.08.2003 (recensione del 04.08.2003)

Il concerto già alla vigilia si preannunciava uno di quegli eventi rari a cui solo poche migliaia di fortunati è dato partecipare: Manu Chao & Radio Bemba per tre date in Italia. Di per sé nulla di particolare, dato che il Clandestino ha fatto parlare di sé in occasione delle date europee del suo tour mondiale (allora in concomitanza con il G8 di Genova).
Ma Radio Bemba, il sound system che Manu costituisce ad hoc prima di ogni tour (per poi scioglierlo immancabilmente al termine) questa volta annovera tra i musicisti, oltre a personaggi che da anni sono suoi accompagnatori fissi (p. es. Gambit al basso, ed il giovane Madjid Fahem alle chitarre), anche tale Fermin Muguruza. Un nome quasi nascosto in mezzo agli altri sui siti internet che pubblicizzano l'iniziativa, sui comunicati stampa, ecc...
In realtà Fermin Muguruza è un musicista che ha saputo incalanare nella musica i sentimenti di indipendenza del popolo basco, riproponendo in versione punk i canti della canzone popolare. È stato frontman prima dei Kortatu, poi dei Negu Gorriak. Dopo una breve pausa, si è ripresentato nel 2001 come "Fermin Muguruza & Dub Manifest", un gruppo d'eccezione che vedeva riuniti artisti della scena reggae ska italiana proveniente da gruppi come Ramiccia e Radici nel Cemento, ma anche musicisti brasiliani, africani, cubani.
Sapere Muguruza insieme a Manu Chao per un breve tour italiano (2 agosto a Picenza, 4 a Pescara, 6 a Volterra) non poteva che attirare l'attenzione. Le fonti ufficiali parlano di 8000 presenti all'Arena Daturi di Piacenza, secondo altri il numero dei presenti si aggirava intorno ai 10.000, per alcuni addirittura 15.000, moltissimi provenienti da altre città del nord: Lodi, Milano, Verona, Padova ed anche un piccolo gruppo da Bolzano ;-).
Il concerto di Radio Bemba ha inizio intorno alle 22.30 ed evidenzia subito che il gruppo ha voglia di suonare. Adrenalina pura che si incanala subito nella musica di Radio Bemba. La platea risponde subito e bene: un rapporto che cesserà con massima soddisfazione solo alla fine delle oltre due ore di musica.
Interessante la scelta di spezzare il concerto in tronconi. Ogni 25-30 minuti il gruppo scompare dietro il palco, probabilmente per rifiatare, soprattutto per far rifiatare la platea. Siamo ad agosto e la morsa di afa non risparmia nemmeno Piacenza.
Praticamente impossibile per me ricordare la scaletta. Il dato di fatto più eclatante è che Manu Chao (soprattutto in Italia) tanto acclamato come portavoce dei no global, mette in campo soprattutto musica, un mix di suoni dalle diverse culture del mondo, molto spesso sudamericane, ma anche raggamuffin e a tratti molto tirate, anche per facilitare l'ingresso in scena di Muguruza, il quale diventa assoluto protagonista in almeno 2 dei 5 set.
Anche in questo va riconosciuta la grandezza di Manu Chao, questo ritirarsi per dare voce e spazio all'amico e compagno di tanti concerti.
Musiche da Clandestino e Proxima Estacion Esperanza per Manu, ritmiche più tirate per Fermin, autentico trascinatore della folla con una presenza di palco invidiabile: un leader, che ha portato il pubblico a cantare con sé "Dub Manifest" "Hitz Egin" e l'inno "Gora Herria".
Breve apparizione, in perfetto stile Negu Gorriak, di un rapper (penso per quasi tutti) anonimo (minuto, felpa con cappuccio in testa, larghi occhiali da sole ma che impatto!!!) in un brano. Spettacolare, sarei grato se qualcuno mi sapesse dire CHI è.
Eroe della serata è stato il chitarrista Madjid, perennemente a torso nudo, in autentica serata di grazia, a cui Manu Chao ha concesso ampio spazio. Sicuramente uno dei musicisti più acclamati della serata.
In tutto questo discorso potrebbe sembrare che Manu Chao sia soltanto stato un co-protagonista. Tutt'altro: è stato l'anima del concerto e al tempo stesso il direttore d'orchestra.
Difficile tirare le somme del concerto in modo obiettivo. Non è stato uno di quei concerti che si ascoltano, ma uno di quelli che si vivono, tutti insieme appassionatamente.