Poste italiane. Se puoi, le eviti…

Dopo tanto tempo mi sono trovato a dover (!) spedire una raccomandata. Allo sportello hanno insistito per propormi il servizio raccomandata1, in quanto con consegna garantita nelle 24 ore ed in quanto avrei potuto controllare lo stato della spedizione in internet. Ma quello lo posso fare anche con la raccomandata normale, dico io. Ah! Si… Comunque con il peso del Suo plico Le costa uguale. E poi, se ha fortuna, il plico arriva già il sabato, e comunque non oltre lunedì mattina. E vabbé, accetto.

Con il fine settimana di mezzo, scopro dalla pagina web del servizio di rintracciabilità (il dovequando) che il plico non è ancora stato recapitato, ma che immettendo il mio indirizzo di posta elettronica vengo informato dell’avvenuta consegna…

Dopo un’ora ecco che ricevo una mail da poste italiane: una soluzione innovativa che garantisce maggiore sicurezza ma il messaggio è vuoto. Penso che magari è spam, ma è inverosimile, in quanto ho comunicato quell’indirizzo di posta appena un’ora prima. Allora forse è un modo per dirmi che il plico è stato consegnato. Vado sulla pagina del dovequando a controllare… Che ingenuo che sono. Semplice spam, da parte di poste italiane. Che delusione!!!

P.S. 31/05/2011 Ho ricevuto la comunicazione da parte del destinatario che il plico è arrivato a destinazione.

Upload – votare la propria band preferita sul sito del quotidiano Alto Adige

Dopo anni di ascolto assiduo di demo, avevo perso l’abitudine a questa attività. Oggi mi ci sono ri-dedicato, anche se è stato più un gioco. Da qualche anno a questa parte il Servizio giovani della Provincia autonoma di Bolzano organizza Upload, un concorso-festival per gruppi emergenti da tutta Europa (questo il sito). Tra le molte selezioni ve ne è una riservata al voto del pubblico che, collegandosi al sito del quotidiano  Alto Adige può ascoltare dieci nuove proposte musicali e votarle. Alla fine del sondaggio, il brano che avrà ricevuto più clic si aggiudicherà il premio Upload-Alto Adige/Trentino on line e potrà esibirsi sul palco durante le serate finali del festival.
L’esercizio da fare è simpatico e senza pretese. Anzi penso proprio che il mio voto qui conti poco o niente, considerato che le band verranno votate dagli amici e dagli amici degli amici. Però l’idea è carina. Soprattutto se ci si impone di ascoltare integralmente (!) i dieci brani, di gruppi magari sentiti di nome, ma che non ho avuto, ancora, la possibilità ed il piacere di ascoltare dal vivo.

Alla fine del primo giro di ascolto, ho salvato 4 brani, anche se ancora non so a quale darò la mia preferenza.

Moscaburro: October’s rain

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Ai primi giri di accordi di chitarra li avevo già mentalmente bocciati. Il brano si fa interessante quando entrano in supporto alla voce maschile, su linee melodiche diverse, le due voci femminili. Musica d’altri tempi. Molto affascinante…

Hill Street Blues Band: Let’s Stop to meet

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Motivazione analoga per la Hill Street Blues Band. Due le voci in questione, una maschile ed una femminile, con la prima in supporto alla seconda. Il brano è molto piacevole e più strutturato rispetto al precedente. Ma ad affascinarmi sono le voci.

Neurotic Maze: Behind a wall of glass

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Genere totalmente diverso per il producer bolzanino Hannes Hofer che si presenta come Neurotic Maze. Elettronica sì, ma con un tocco che non saprei come definire. Proverei con interessante…

Kepsah: Oltre

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Detto questo, spesso per imporsi in una competizione non basta essere bravi, ma proporre qualcosa di insolito, di forte. E decisamente forte è il brano proposto dei trentini Kepsah. Rullante a cadenza marziale, voce recitata, almeno nell’intro L’influenza dei Massimo Volume appare evidente, eppure il brano al primo ascolto prende ed anche il testo è tutto fuorché banale. Kepsah.

(I player sono collegati ai file mp3 pubblicati dal quotidiano.)

Per finire, il link con la pagina web del quotidiano Alto Adige su cui votare i vostri brani preferiti:

http://temi.repubblica.it/altoadige-sondaggio/?pollId=2626

tutto facile (almeno sembra)

from Nike 6.0 on Vimeo.

Nel giro di pochi giorni, altro post dedicato a Stefan Lantschner (qui quello dei giorni scorsi), questa volta in compagnia di Simone Barraco. La cosa particolare di quest’ultimo video – fresco fresco di pubblicazione – è che tutti i trick sembrano un gioco da ragazzi. Dopo averlo rivisto qualche volta, mi sono reso conto di quel che mi affascina dello stile di Lantschner. Non solo lo stile morbido, ma soprattutto la voglia di velocità – ed in questo senso ritengo che il suo essersi dato al motocross (classe MX2) abbia giovato molto al suo stile – finalizzata all’esecuzione di figure per le quali è un elemento fondamentale. Mi piace!

ps. mi chiedo se le location – in questo caso Barcellona – sponsorizzano anche questi video. Sarà anche vero che chi pratica certe discipline fuori dagli skatepark disturbi, ma è fuori dubbio che i video che girano sul web siano una promozione non indifferente anche per i luoghi…