Rieccomi

Dopo settimane di buoni propositi (disattesi), rieccomi qui con alcune brevi, ma importanti segnalazioni: la prima è che domani 15 novembre suonano a Bolzano gli Zion Train, band londinese simbolo dell’universo elettro dub mondiale. Organizza l’associazione culturale Tandem. A chi volesse farsi una rapida idea sul gruppo, consiglio la loro pagina su Myspace (ma questo è il loro sito ufficiale) Il concerto è al Discoclub DUB (Ex Virtualplanet, in via Galvani 39).
Sto seguendo alcune evoluzioni su SIAE e licenze per la tutela di diritto d’autore. Da un comunicato stampa si apprende infatti che “la Siae intende studiare a fondo tutte le implicazioni delle licenze generali pubbliche di diritto d’autore con alcuni diritti riservati in uso nel settore musicale.” Ben venga, se questo significa dare consulenza ai propri iscritti su come rendere disponibile a titolo gratuito le loro opere per determinati usi. Direi di aspettare cosa ne viene fuori prima di giudicare…
Resto in tema di diritto d’autore: ci sono molti autori le cui opere sono presenti in libreria che decidono di rendere scaricabile gratuitamente il file pdf dei loro libri. Apparentemente sembra una contraddizione; in realtà spesso il file pdf permette ai lettori di farsi un’idea del libro a cui si è potenzialmente interessati. Anzi, nel caso di autori esordienti e di piccole case editrici, la rete è un utilissimo strumento per dare visibilità ai propri prodotti, considerato che le librerie tradizionali spesso hanno poco spazio sugli scaffali e di conseguenza preferiscono dare spazio a libri di sicuro successo p.es. di autori affermati (al riguardo segnalo questa interessante iniziativa).
Un autore che pubblica sul web le sue opere è Armando Adolgiso, conosciuto in rete per il suo blog Cosmotaxi. L’ultimo lavoro reso disponibile in rete viene descritto qui (vi é anche un link per il download) e risale al 1982. L’autore lo descrive così “Non ho tentato una nuova edizione su carta, pur avendo editori amici e non è da escludere che uno di loro avrebbe generosamente preso il rischio d’accogliermi, perché credo pochissimo oggi nella circolazione su cellulosa specie se si tratta di un autore sconosciuto come lo sono io. Si finisce con arrivare – se ci si arriva – precariamente, per pochi giorni, sui banchi in libreria e poi tutto tace.
Il libro, poi, si chiama pure “Il resto è silenzio” e già dal titolo si chiama addosso un destino muto.
Credo, invece, nel web e nella sua capacità di circolazione, infinitamente più ampia di una distribuzione libraria
.”