kiasma.it - il blog

31.01.12

K7

Filed under: ascolti, cultura, musica, varie, video — admin @ 7:00 am

“no donation is too small and each will be greatly apreciated”. letto, fatto. Mi son detto, il trailer di presentazione del progetto di realizzazione di un documentario sulla cassetta audio, è accattivante, e 1 € - anzi meno, 1$ - per sostenere il progetto è meno di un caffé. Un progetto nato con il passaparola - un grazie a Marco Ambrosi per avermelo segnalato - per un finanziamento che utilizza la piattaforma kickstarter, molto simile a quello delle nostre Produzioni dal basso, ma - anche grazie alla diffusione nei social network - molto più immediato.
E alla fine, ma questo l’ho scoperto dopo, ho trovato il mio nome sulla pagina dei ringraziamenti…

(Nella foto Zack Taylor e Seth Smoot, ideatori del progetto)

23.01.12

Megaupload

Filed under: Radio Tandem, ascolti, copyright/copyleft — admin @ 7:34 am

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

Ebbene sì, hanno chiuso Megaupload. Nel caso di questo servizio le cose stanno un po’ diversamente rispetto al P2P. Però è un dato di fatto che gli spot raccolti per i 33 anni di Radio Tandem, caricati su Megaupload, non infrangono il diritto d’autore. Era semplicemente comodo averli lì, scaricabili ad una velocitè decente…

Cos’è 33 1/3 Spot (dal sito di Radio Tandem)

Marx? Karl o Groucho?

Verso la fine degli Ottanta venne addirittura preparato un elaborato di laurea al Dams di Bologna dedicato agli spot di Radio Tandem.

Effettivamente, senza saperlo, avevamo creato qualcosa di nuovo, quantomeno sicuramente di diverso.

Nell’ultimo anno dei Settanta, quando per riempire le tante ore senza programmi effettivi, decisi di far acquistare alla Radio un mitico registratore a bobine che trasmettesse musica, mi ritrovai a dover risolvere un classico problema: il nastro di una bobina – a velocità normale – poteva avere una massima durata di 6 ore: 3 per ogni lato. Ovvio che, almeno una volta ogni mezz’ora, sarebbe stato intelligente indicare all’ascoltatore cosa stesse ascoltando o – vista la jungla di emittenti che operavano in quegli anni – su quale frequenza fosse collegato. Cercando di lavorare con quella necessaria creatività che ci eravamo dati quale segno distintivo rispetto alle radio colleghe, scelsi fin dall’inizio la strada del non-sense partendo da un presupposto stupido: tutte le altre radio sparavano ogni tre minuti, l’ora esatta, il nome dell’emittente e – in caso – il titolo della trasmissione che stava andando in onda. Perché dare indicazioni così semplici e per certi versi idiote? Se qualcuno era sintonizzato sui nostri 98.400 MHz, perché ricordarglielo e perché – dato che la musica che stava ascoltando era una ponderata scelta di cose “intelligenti” (lo scrisse Saviane sull’Espresso in un articolo che presentava Bolzano, citando la radio innanzitutto per una scaletta musicale “tra le migliori dell’Italia contemporanea”) – interrompere un senso “culturale” di ascolto, dicendo l’ora esatta piuttosto che le condizioni del tempo (entrambi cavalli di battaglia di un modo di fare radio decisamente “americano”)?

Oltretutto avevo davanti il problema del fatto che quelle bobine avrebbero girato per giorni, mesi e anni senza dunque la possibilità di rendere il “tempo presente”. Oltre a dunque una colonna sonora che sarebbe dovuta necessariamente restare nel tempo, scelsi frasi assolutamente assurde, provocatorie, casuali, atemporali.

Credo che la prima, dopo i primi 5-6 brani registrati fu una cosa tipo “ma perché stai ascoltando Radio Popolare?”… buttata lì così, d’amblé, un po’ sinistra e paurosa, un po’ scema e un po’ no ma che avrebbe forse fatto tendere l’orecchio più che il solito rifritto jingle musicale con il coretto che canticchia il nome della radio e che molti a quel tempo verificavano quale simbolo di acuto professionismo.

Non eravamo forse brutti, sporchi, cattivi e di sinistra e senza tutti quei tacchi a spillo dalle voci incredibilmente uguali ed impostate che inondavano le moquette delle radio che, in quel tempo, contavano in città?

Dalla prima idea di ciò che allora non chiamavamo neanche lontamente “spot”, nelle bobine successive andai ovviamente incontro ad un logico lavoro di affinamento. In radio non avevamo un vero e proprio studio di registrazione affiancato alla sala trasmissione primaria, per cui o si lavorava di notte oppure si chiedeva aiuto. Lo trovai dagli amici dello studio Prisma, in qualche modo attrezzato sicuramente in modo più professionale e che, al tempo, produceva lavori di sonorizzazione e produzioni multimediali. Senza rompere le scatole, chiesi gentilmente le chiavi e gli orari in cui non avrei trovato nessuno. Lì con un semplice mixer, un buon microfono ma anche e soprattutto un minimo rack di effetti (unità di riverbero, eco e poco altro che nemmeno usai) e una piccola collezione di dischi di effetti sonori (a quel tempo li possedevano solo i rumoristi della Rai in storica eredità dei gloriosi studi londinesi della BBC), passai alla “fase due” o, in altre parole, un modo più serio di registrare quei piccoli interventi di pochi secondi che avrebbero trovato posto nelle famose bobine.

Funzionava. E gli ascoltatori ci fermavano per strada anche perché avevano riconosciuto un nuovo mondo di vivere radiofonicamente; anche dall’altra parte del microfono e delle antenne.

Collateralmente all’idea in nuce degli spot, cominciai a produrre anche dei “richiami” per presentare e lanciare le trasmissioni del palinsesto. Una novità assoluta alla quale nessuno aveva ancora pensato, mentre oggi è un reale “must”, specialmente televisivo.

La Radio, a cavallo fra la fine dei Settanta e l’inizio degli Ottanta, stava intanto vivendo un importante momento politico che sfociò nel fondamentale incontro con il movimento verde-alternativo di “Nuova Sinistra – Neue Linke”, guidata (dal 1978 e per tre legislature, nelle sue varie evoluzioni) da Alexander Langer. Rimando gli interessati agli importanti scritti che raccontano la nascita del periodico Tandem e della trasformazione della rionale Radio Popolare in quella Radio Tandem che – anche a livello radiofonico – celebrava la volontà di due culture di pedalare insieme e non contrapposte come sembrava avere voluto la storia post-bellica di questi territori.

Avevamo dunque innanzitutto e fondamentalmente una vera e propria redazione. Nella sede della piccola casettina a due piani di via Lungo Isarco, Tandem era un piano superiore con una sala riunioni redazionale e un piano inferiore con due piccole stanzette nelle quali viveva la radio.

Fu in occasione del censimento del 1981 e delle vicine tornate elettorali per provinciali e comunali che i giochi diventarono seri e che la radio espresse un primo importante momento di raccolta sociale.

Durante una riunione diventata poi storica, nella quale si sarebbero dovute prendere decisioni importanti per il futuro della parte radiofonica del progetto Tandem, Alex prese la parola per illustrare, fra il resto, anche il modus operandi di Radio Radicale. La sua idea, mutuata da quella di Marco Pannella, era anche quella di trasformare la radio in uno strumento di pura campagna elettorale, una sorta di importante e qualificato megafono delle idee base che guidavano il movimento cittadino di allora. Istanza sicuramente buona per certi versi ma che avrebbe però spostato il baricentro del progetto. Ci sarebbe da fermarsi e scrivere pagine a riguardo ma, per brevità, diremo dunque che si trattava – in nuce – di potenziare il giornale, trasformando la radio in un giornale da ascoltare. Dirette parlamentari, trasmissioni fiume in filo diretto con gli ascoltatori specialmente nei periodi di campagna elettorale e via di conserva. Si trattò dunque di scegliere. Presi la parola e, appoggiato da Dominikus Andergassen, Marco Trentin e Antonio Vaccaro, difesi invece una linea più “artistica” della scelta radiofonica e con un prolisso intervento, conclusi alla fine che accettando la proposta, si sarebbe sì vissuto qualcosa di certamente importante per tutti, ma che – allo stesso tempo – avremmo dovuto prepararci ad abbandonare un’idea di radio diversa che stavamo invece perseguendo anche grazie alla musica scelta in modo alternativo e ad altre trasmissioni che nessun palinsesto delle radio concorrenti, almeno in città, stava ospitando.

Dato che di lì a qualche mese ci sarebbero state delle elezioni comunali, decidemmo salomonicamente per una via che avrebbe forse accontentato le due posizioni, scegliendo così il primo vero momento di impegno “totale” (il secondo sarebbe avvenuto circa dieci anni dopo con l’importante esperienza  di Umberto Gay di Radio Popolare di Milano che guidò la costruzione di una nuovissima redazione), ove redazione giornalistica e redazione radiofonica si fusero e collaborarono alla stesura di un palinsesto ricco di ogni tipologia di sociale radiofonico.

E giocoforza, visto che la Radio (qui è necessaria la “R” maiuscola) aveva accettato di vivere anche “creativamente” ed “artisticamente”, i semplici “richiami” di ascolto si trasformarono in qualcosa di più importante e denso. Non fu necessario cercare per forza altri “addetti” alla parte creativa. Per una sorta di naturale accadimento, alla fine di una classica dura giornata, ci si ritrovava alla sera con la voglia anche di divertirsi insieme. Così, alle tre del mattino di una fredda giornata autunnale, alla fine di una classica riunione generale, mi misi al mixer e approfittando di un’ora in cui sicuramente non ci sarebbe stata molta gente all’ascolto, incominciai a mandare musica dal ritmo sostenuto recitando alla fine di ogni brano trasmesso una sorta di giagulatoria che metteva insieme uno dopo l’altro tutti i vari “comunicati” precedentemente sparsi nelle famose bobine. Dal piano di sopra partirono applausi e risate e dopo pochi minuti, una decina di persone era intorno al microfono a sparare cazzate alla maniera forse dell’Arbore di Alto Gradimento e dunque ben prima dei successi di “Quelli della notte” o di “Indietro tutta” che sarebbero arrivati di lì a poco. In quella notte naque il primo vero spot collettivo. Quel “Una Radio di movimento”, testimoniato anche sul CD che raccoglie alcuni fra gli spot storici della Radio. La fortuna fu quella di avere la possibilità di fare un casino indemoniato alle tre del mattino. La casa di via Lungo Isarco era fondamentalmente isolata, lontana da altre abitazioni e quindi, nove persone che marciavano a ritmo di parata militare sbattendo con forza i piedi all’unisono sulla lunga scala in legno che collegava la radio alla stanza delle riunioni, non sono state un problema.

Da lì in poi il diluvio. Ogni venerdì sera, alla fine delle due-tre ore di discussione accesa, il dottor Jeckyll in noi si trasformava nel più docile ma iconoclasta Hyde, traducendo forse nel suo più perfetto ed originario significato il famoso motto del maggio francese “je suis marxiste de tendence Groucho”.

Gli spot e il conseguente “gruppo spottivo” (praticamente tutta la line-up della Radio con pochissime eccezioni) erano diventati una cosa tremendamente seria; da lì a breve, peculiare caratteristica di una Radio che attorno al collettivo era divenuta un punto di aggregazione importante per molte menti della città.

Un calembour di razze, colori, umori e tematiche decisamente psichedelico dove, alla stregua del futuro Blob televisivo, si riusciva ad inserire un mondo in uno stacchetto di parole e musica di pochi secondi.

Molto pop. Ai Beatles sarebbe piaciuto.

Vittorio Albani

05.12.11

New Stefan Lantschner edit by Dominik Wrobel (for Carhartt)

Filed under: varie — admin @ 7:32 am

Dominik Wrobel, noto BMX-Filmmaker, per mesi ha posticipato la pubblicazione del nuovo filmato su Stefan Lantschner per Carhartt. Finalmente, in occasione del Rebeljam (BMX) Contest di Einhoven, lo ha reso pubblico. Grande scioltezza, grandi salti e grande wallriding!!! E soprattutto grande originalità!

17.11.11

Wikipedia - ho deciso di dare il mio (seppur piccolo) contributo

Filed under: varie — admin @ 11:00 pm

Support Wikipedia
Questo blog tace da diverso tempo. Avevo in cantiere una recensione del concerto dei Sense of Akasha al Pippo Stage di Bolzano, ma alla fine non se ne è fatto nulla. Avrei anche voluto approfondire la materia della tutela dei diritti d’autore in Italia, le novità legislative, gli atteggiamenti di alcuni autorevoli blogger in riferimento ai DRM inseriti nei file scaricati a pagamento. Il discorso sarebbe lungo e chissà che non vi dedichi uno dei prossimi post.
Oggi, alla mia ennesima ricerca su wikipedia, mi sono accorto dell’appello personale del suo fondatore Jimmy Wales (clicca sull’immagine per accedervi). Per me Wikipedia non è una enciclopedia online affidabile. Ma è comunque il sito su cui vado a cercare la prima informazione di una qualsiasi mia ricerca. e non da ieri. Quindi mi sono sentito di dare un piccolo supporto ad un servizio che preferisco sapere esistere.

02.10.11

Angelo Monne di Dorgali espone ad Ora

Filed under: Fattore K, arte contemporanea, ascolti, blogs, copyright/copyleft, cultura — admin @ 12:28 am

Scoprii casualmente i lavori di Angelo Monne, seguendo un commento al blog 10/01 dell’amico Marco Ambrosi. Fu così che ho conosciuto molti lavori  degli ex studenti dell’ISIA, Istituto Superiore per le Industrie Artistiche, di Urbino (Marco e Angelo sono stati la mia chiave di accesso). Si tratta sostanzialmente di compagni di corsi che si tengono in contatto e che, grazie ad internet, condividono parte dei loro lavori.

La tecnica di Angelo - i disegni sembrano scavati - i colori utilizzati e le atmosfere evocate mi hanno subito colpito, toccando corde molto profonde. Quest’estate ho avuto modo di incontrarlo a Dorgali (NU), il suo paese. Nelle poche ore passate insieme penso di aver compreso il suo profondo amore per la Sardegna, per la sua natura, per le montagne e per il mare.
Con i suoi disegni scritti, quasi delle strisce a fumetto, racconta storie ambientate nella sua terra, di cui è profondo conoscitore, compresa la storia ed i miti. Da esse traspare anche il suo animo ecologista ed il suo j’accuse nei confronti di chi questa sua terra la sta trasformando in nome del turismo. Sono storie di vita di paese. A guardarle e leggerle si respira aria di provincia italiana e i personaggi fanno pensare immediatamente alle maschere tradizionali sarde, metà uomini metà animali. Un mondo fantastico che si mescola col mondo reale e con i problemi reali (preso da qui).
Angelo è un personaggio, come dire, duro e puro. E modesto. Uno che va dritto per la sua strada. E che comunque con il suo lavoro di illustratore riesce a campare, quindi onore al merito.
Ora, Marco Ambrosi è riuscito ad organizzargli la mostra all’interno del bar dell’attivissimo ritrovo Arci Aur-Ora (di fronte alla stazione di Ora) - dall’8 al 21 ottobre (apertura dalle 7 alle 24).
L’inaugurazione è il venerdì 7 ottobre alle ore 19.30, e sarà presente anche Angelo. In questa occasione si potrà acquistare, per 10 euro, anche il libretto “E’ successa una cosa” che, come sottolinea lo stesso Angelo, “è un affare: formato A4, stampato su carta betulla lussuosa, che contiene un’invettiva molto scurrile e c’è pure la mia bella faccia.”
Il libretto in caso è disponibile in forma elettronica qui.

P.S. dimenticavo: Angelo Monne ha un fantastico blog

P.P.S. (13 ottobre 2011)- Qui l’intervista rilasciata da Angelo Monne alla Rai di Bolzano - inserita in una trasmissione del mio podcast

19.09.11

Gemeinde Bozen - wie eine Fahne im Wind…

Filed under: Radio Tandem, varie — admin @ 12:41 am

Ma con quali criteri viene governata la nostra citta???

La settimana scorsa ho dovuto prendere atto che dal 1 novembre e per sempre, la città avrebbe bandito dalla città gli scooter ed i veicoli con classe di emissione “euro0” ed “euro1”. “Si tratta – così l’assessore Trincanato - di una misura a favore della salute dei cittadini”. Ecco, io ritengo questa una uscita ipocrita. Se veramente dietro ci fosse la salute dei cittadini, nulla da dire. Ma la realtà è un’altra: il 31 marzo scorso , l’APPA, agenzia provinciale per l’ambiente stilò un bilancio (questo) sulla qualità dell’aria alla fine della stagione invernale ed affermò tra le altre cose che “Nelle città di Bolzano e Bressanone la situazione è in graduale miglioramento ed i valori limite (per il 2015) potranno essere rispettati quasi dappertutto anche grazie ai provvedimenti decisi dai Comuni. Purtroppo anche per queste due città, come per le altre località poste a ridosso dell’autostrada del Brennero, rimangono delle zone interessate da valori di NO2 particolarmente elevati.”

Bene! Prendo atto della decisione del comune, ma mi aspetto coerenza: penso alla gestione del traffico in occasione dei mercatini di Natale o a quando, a partire dalla primavera, i grandi alberghi si lamenteranno per le disdette dei raduni di auto storiche, che rientrano nel blocco della nuova ordinanza. Saranno queste, pensavo, le occasioni per valutare il rigore del Comune di Bolzano. In fondo c’è di mezzo la salute dei cittadini (dicono). Mai avrei pensato di ottenere la mia risposta dopo pochi giorni: una prima avvisaglia del modus operandi del comune si è infatti avuta ieri, domenica 18 settembre: “per non penalizzare la mobilità dei bolzanini in una giornata di brutto tempo”, il comune ha deciso in extremis di annullare l’iniziativa “Bolzano sentz’auto” (blocco del traffico dalle 9.30 alle 16.30) e Bolzanoinbici, manifestazione che si sarebbe dovuta tenere con ogni tempo e per la quale erano stati organizzati numerosi eventi collaterali.

Le previsioni meterologiche davano pioggia per domenica da giorni. Volendo (!), c’era tutto il tempo di rimandare tutto. Invece ieri a metà mattinata, a bolzanoinbici in corso,  è stato sospeso il blocco delle auto, con la conseguenza che i ciclisti, molte le famiglie con bambini, si sono trovati a dove fare la gimkana in mezzo alle auto. Non solo: c’è anche chi, tra i ciclisti che hanno effettuato l’intero tragitto, si è sentito negare il premio finale (la maglietta della manifestazione) a causa dell’annullamento.

Volevo risposte? Le ho avute!

13.08.11

I Sense of Akasha tornano finalmente con un nuovo album

Dopo il successo di Make me Real, avevo indirettamente apprezzato i Sense of Akasha in occasione della mostra interregionale Labirinto::Libertà al forte di Fortezza nel 2009, quando prestarono la loro musica all’installazione Ariadne’s asteroid centrifuge di Julia Bornefeld (questo il video).

Ora i Sense of Akasha tornano a far parlare di sè con Splendid Isolation, il nuovo album che verrà presentato al forte di Fortezza il 10 settembre prossimo, durante lo svolgimento della mostra Figur/a, in cui sono esposte anche opere della Bornefeld (coincidenza?). Il lavoro si ispira da un lato a Gustav Mahler che con l’espressione “Splendid Isolation”era solito descrivere il suo modo di vivere in perfetta solitudine, dall’altro ha un legame forte con il forte abbandonato di Fortezza, un luogo costruito per una guerra che non è mai arrivata - un tema scelto per il forte già in occasione della biennale di arte contemporanea Manifesta7 (2008).
Ecco, il concerto del 10 settembre sarà in realtà una performance multimediale in quanto la band di Brunico ha coinvolto gli artisti Giancarlo Lamonaca (visual), Gustav Willeit (video, fotografia) e Marco Masante (fotografia) per aiutarli ad elaborare in audio e video i processi mentali che occorrono in solitudine.
Io sono molto curioso di vederli all’opera. Per maggiori info www.senseofakasha.com .

21.07.11

Bolzano, luglio 2011 (risistemando i tasselli)

Filed under: Radio Tandem, ascolti, blogs, cultura, musica — admin @ 7:38 am

Da anni manco da Bolzano a cavallo tra giugno e luglio. Quest’anno lo stacco è stato totale: non ho toccato un computer per tre settimane (e non posseggo dispositivi mobili di ultima generazione)!!! Di conseguenza dal giorno del mio ritorno in città sto cercando di capire cosa è successo. Ho sentito che la Volxsfesta di Tandem è andata bene, ho appreso da un simpatico diario di viaggio (qui i link alle parti 1, 2, 3 del diario - clicca sui numeri) di Yomo su Franz del successo della trasferta dei Little White Bunny all’Italia Wave Festival a Lecce. Ed ho appreso che il 28 luglio a Bolzano suonano i Tre Allegri Ragazzi Morti, di cui vedete uno dei video qui sopra. Gran bella notizia, anche se legata da molti all’annosa discussione sugli spazi per la musica dal vivo a Bolzano. Io sono tra quelli che dice di sfruttare bene gli spazi che ci sono, prima di chiedere a gran voce un locale che sostituisca il Ku.Bo. Doveroso aggiungere che a chi fa musica dal vivo il comune di Bolzano sta facendo da anni la guerra – ma anche qui pare che si stia lavorando ad una soluzione: un recente incontro tra comune, Provincia e rappresentanti del movimento Freie Musica Musik Libera pare abbia gettato le basi per un dialogo. L’argomento degli spazi per la musica è annoso - ne parlavo qui - sono contento che ora, grazie all’impegno di FM/MLqualcosa si stia muovendo)
Detto questo: ben venga se a Bolzano si riuscisse a proporre una programmazione musicale permanente e di livello (il mio modello sono le sale dell’Ancienne Belgique di Bruxelles, all’avanguardia da 20 anni almeno, con tante sale adatte ad ospitare diversi tipi di gigs).

Cambiamo argomento. Apprendo che Mario Mattioli ha aperto un nuovo blog e che ha fatto tabula rasa con il passato: “non ci sono i miei vecchi post, perché il passato è passato ed è giunto il momento di guardare avanti. Fra qualche settimana inizieremo a parlare di ecosistemi educativi crossmediali.” In bocca al lupo! ti leggerò…
Grandi novità anche dal blog Crisantemi Galleggianti: Dario Ansaloni, la cui scrittura mi piace un sacco, si è avventurato in una traversata atlantica in barca a vela. E ne scrive sul suo blog (questi i link alle parti 1 e 2 del resoconto - clicca sui numeri) Da leggere!

19.07.11

La scena BMX promuove l’Alto Adige

Filed under: copyright/copyleft, varie — admin @ 7:07 am


Dopo il ko rimediato in motocross, Stefan Lantschner, il bmx rider “pro” di Collepietra si è ripreso e rincorre la sua forma migliore. Stefan ha recentemente attirato su di sè le attenzioni di Believers, la trasmissione di DeejayTv dedicata alla scena degli action sport in Italia. In primo piano non tanto le acrobazie sue, ma tutta la scena locale. Bel lavoro! anche di promozione!

18.07.11

Effetto boomerang

Filed under: marketing, tecnologia — admin @ 6:01 pm

I giorni immediatamente successivi al blackout non ricordo di aver ricevuto mail di scuse da parte di Aruba. Solo diversi giorni dopo il disservizio ricevetti una mail :

Gentile cliente,
rinnovando le nostre scuse per quanto avvenuto in data 29 Aprile, cogliamo l’occasione per annunciare l’iniziativa  che Aruba ha deciso di dedicare a tutti i clienti per ringraziarli della loro scelta e fiducia. (…)
Tuttavia le anticipiamo che:
- a tutti i clienti che utilizzano i nostri servizi hosting e  domini che includono la posta elettronica attiveremo gratuitamente la Business Mail; coloro che già utilizzano questo servizio riceveranno invece una Gigamail.
(…)

Non ci avevo più pensato fino ad oggi: al rinnovo del mio dominio mi sono trovato con l’opzione business mail spuntata. Costo 5 Euro/anno. L’ho rimossa ed ho appreso che qualora io avessi a suo tempo deciso di sfruttare le potenzialità della Business Mail, avrei perso i dati. Ma come? non doveva essere un regalo?

Fortuna che non avevo ancora sfruttato le nuove funzionalità di posta. Anzi grazie a quest’ultima sorpresa ho deciso di disattivare diversi servizi aggiuntivi di aruba. Effetto boomerang!

06.06.11

Referendum, domenica e lunedì si vota!

Filed under: varie — admin @ 10:42 pm


Domenica e lunedì si vota. Sul fronte politico locale ho apprezzato molto lo schieramento a favore del si da parte dell’assessore provinciale Laimer prima e, cosa di qualche giorno fa, di tutta la Giunta della Provincia di Bolzano. Mi piace l’idea che il quorum venga percepito come raggiungibile, nonstante il quasi totale blackout televisivo.

Gli appelli più appassionati per il voto si trovano in rete, soprattutto sui social network. Qualche settimana fa Gemma Bertagnolli sulla sua pagina Facebook ha pubblicato il suo appassionato pensiero a riguardo. Dopo aver ricevuto la sua autorizzazione, lo ripropongo integralmente qui. Naturalmente se siete utenti FB, questo è il link!

In treno, per i miei quattro sì

Oggi, un treno da Brema a Basel. Faccio pratica, tra un mese ho prenotato un viaggio di 9 ore… il treno è silenzioso e spazioso. Molti servizi a bordo: vagoni protetti e chiamati “Ruhebereich” zone di riposo, dove si è invitati a rispettare la quiete propria e degli altri. Ma anche negli scompartimenti normali la gente parla rispettosamente senza urlare e la macchina è silenziosa e pulita. I sedili sono spaziosi,benché non nuovissimi. Le toilette funzionanti e pulite. Un ristorante con i cibi freschi oltre a quelli confezionati. Molto personale a bordo che controlla con gentilezza i biglietti e dà volentieri informazioni ai clienti. Il carrello delle bevande che passa con regolarità , e dopo un po’ altro personale passa a ritirare le stoviglie usate.

Si ha l’impressione che su questo treno operi molta gente, rendendo la propria vita dignitosa grazie ad uno stipendio, ed il lavoro gradevole grazie ad un’approccio amichevole e supportivo con chi usa il treno.

il servizio è efficiente, il viaggio piacevole.

Il costo del biglietto è adeguato, ma prenotando in tempo on-line ci sono tariffe convenienti ed offerte speciali ancor più economiche.

Ecco quello che io considero non solo un servizio, ma un vero e proprio sistema funzionante.

Guardo fuori dalla finestra.. c’e’ un prato e dei cavalli che corrono, ho visto in fretta le criniere che ondeggiavano… ho pensato che mi piacerebbe correre su un prato… l’ultima volta che ho corso a perdifiato è finita che ho perso un treno… ero a Bologna ed il binario est l’hanno piazzato praticamente in un’altra città…nessun ritardo, solo orari pianificati capziosamente… ma che belli questi prati…che bello essere cavalli, qui…

Il 12 giugno ho prenotato un lungo viaggio, 9 ore,da Halle a Bolzano, per poter essere a casa in tempo PER PARTECIPARE AL REFERENDUM.

Verrebbe da pensare: 9 ore di treno, un incubo… invece comincio a coccolare l’idea… sarà gratificante, una sorta di ricompensa per aver deciso di sforzarmi per non buttare l’occasione di un voto!!! Seduta in questo treno mi appare evidente che un  sistema funziona dove esiste una volontà condivisa di perseguire il bene del maggior numero di persone….per questo val la pena di impegnarsi….

Andare a votare è un diritto.  I diritti proteggono le conquiste sociali , vanno difesi, amati, sostenuti. Non buttiamo l’occasione di dimostrarlo. Andiamo a votare. A costo di intraprendere un viaggio… poi si scopre che non è affatto male….

Io sono felice di poter votare perché credo che  l’acqua , l’energia pulita, la giustizia valgano enormemente di più dei profitti che qualcuno potrbbe ricavare dal loro sfruttamento. E saranno 4 SI!

30.05.11

Poste italiane. Se puoi, le eviti…

Filed under: varie — admin @ 1:00 pm

Dopo tanto tempo mi sono trovato a dover (!) spedire una raccomandata. Allo sportello hanno insistito per propormi il servizio raccomandata1, in quanto con consegna garantita nelle 24 ore ed in quanto avrei potuto controllare lo stato della spedizione in internet. Ma quello lo posso fare anche con la raccomandata normale, dico io. Ah! Si… Comunque con il peso del Suo plico Le costa uguale. E poi, se ha fortuna, il plico arriva già il sabato, e comunque non oltre lunedì mattina. E vabbé, accetto.

Con il fine settimana di mezzo, scopro dalla pagina web del servizio di rintracciabilità (il dovequando) che il plico non è ancora stato recapitato, ma che immettendo il mio indirizzo di posta elettronica vengo informato dell’avvenuta consegna…

Dopo un’ora ecco che ricevo una mail da poste italiane: una soluzione innovativa che garantisce maggiore sicurezza ma il messaggio è vuoto. Penso che magari è spam, ma è inverosimile, in quanto ho comunicato quell’indirizzo di posta appena un’ora prima. Allora forse è un modo per dirmi che il plico è stato consegnato. Vado sulla pagina del dovequando a controllare… Che ingenuo che sono. Semplice spam, da parte di poste italiane. Che delusione!!!

P.S. 31/05/2011 Ho ricevuto la comunicazione da parte del destinatario che il plico è arrivato a destinazione.

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